2. - Percorso pedonale Castrocielo-San Vittore del Lazio
Il tratto pedonale Aquino - San Vittore del Lazio
La Via Francigena nel Sud che passa sulla Casilina è una variante riconosciuta dalla Regione Lazio, ma non ancora dal Consiglio d'Europa. Il tratto che va da Castrocielo a San Vittore del Lazio è il frutto di un progetto, denominato Via Francigena V.E.R.S.O. Sud, finanziato della Regione Lazio . Esso parte da Castrocielo e arriva a San Vittore del Lazio.
Poi il percorso, sviluppato nel Lazio, passa sul territorio della Campania, entra in Molise e poi rientra in Campania per incrociare la Francigena accreditata, a Benevento.
il percorso è stato il frutto di un processo di "progettazione partecipata" seguito dai Comuni dell'Associazione SER.A.F. . Esso è stato definito e formalizzato con delibere comunali. Sul percorso è stata istallata una specifica cartellonistica, così come prevista dal manuale AEVF (Associazione Europea delle Vie Francigene).
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Questa è l'immagine del percorso che va da Castrocielo a San Vittore del Lazio. Prima Tappa: Castrocielo - Aquino
La prima tappa va da Castrocielo ad Aquino. Dal Comune di Castrocielo si scende per una strada diritta che costeggia il cimitero e arriva ad incrociare la antica Via Latina. Di fronte al cimitero c'è una vasta area parcheggio. Vale la pena di soffermarsi qui per guardare l'opera di Rambaldi che è collocata sul confine del parcheggio a Memoria di ciò che è accaduto sul territorio durante la II Guerra Mondiale. L'opera viene chiamata "Vela" e contiene più elementi collegati bene tra loro. Una parte riporta immagini e testi riferiti alla Guerra. Al centro una bicicletta che ha una ruota posteriore sgangherata (le conseguenze della Guerra) e una ruota anteriore sana (le speranze del futuro). Questa stessa opera è presente in molti dei Comuni del territorio coinvolti dalla II Guerra Mondiale, durante le famose Battaglie di Montecassino che opposero la linea difensiva dei Tedeschi (GUSTAV) all'avanzata degli Alleati diretti a Roma per liberarla dall'oppressione Nazi-Fascista. Proseguendo il percorso a piedi e girando a sinistra si percorre la Via Latina, quella che i Romani costruirono su un tracciato precedente usato dai Sanniti, per andare rapidamente verso il Sud della penisola verso Capua.
Dirigendosi verso Aquino si costeggia l'area archeologica di Aquinum, dove è inevitabile fermarsi e farsi guidare tra le giacenze che gli archeologi continuano a scavare. Qui si può visitare l'ampia area delle Terme centrali, un imponente complesso distribuito su una superficie di oltre 6000 mq di tipo "pompeiano" costruito intorno al I secolo a.C. Qui si possono visitare le latrine romane, i luoghi dove facevano sport e si riposavano, le ville in cui abitavano i più ricchi, l'anfiteatro dove si divertivano, Una realtà enorme che ospitava, si dice, 40 mila persone. In questo luogo ci sarebbe da fermarsi per qualche giorno. Molte sono le cose da vedere: la Torre quadrata (databile tra la fine del IV e II sec. a. C.), il Tempio Maggiore o Capitolium , Il Tempio di Diana (II sec. a.C.), il Teatro , l'Anfiteatro (I sec. d.C.)
Dopo la visita si prosegue e, dopo aver passato Porta Capuana (detta anche porta di San Lorenzo) e costeggiato il lastricato di pietre romane dell'antica Via Latina, si giunge al Museo di Aquino, un museo comunale che conserva reperti importanti della storia del territorio, diversi dei quali raccolti nell'area archeologica.
Dirigendosi verso Aquino si costeggia l'area archeologica di Aquinum, dove è inevitabile fermarsi e farsi guidare tra le giacenze che gli archeologi continuano a scavare. Qui si può visitare l'ampia area delle Terme centrali, un imponente complesso distribuito su una superficie di oltre 6000 mq di tipo "pompeiano" costruito intorno al I secolo a.C. Qui si possono visitare le latrine romane, i luoghi dove facevano sport e si riposavano, le ville in cui abitavano i più ricchi, l'anfiteatro dove si divertivano, Una realtà enorme che ospitava, si dice, 40 mila persone. In questo luogo ci sarebbe da fermarsi per qualche giorno. Molte sono le cose da vedere: la Torre quadrata (databile tra la fine del IV e II sec. a. C.), il Tempio Maggiore o Capitolium , Il Tempio di Diana (II sec. a.C.), il Teatro , l'Anfiteatro (I sec. d.C.)
Dopo la visita si prosegue e, dopo aver passato Porta Capuana (detta anche porta di San Lorenzo) e costeggiato il lastricato di pietre romane dell'antica Via Latina, si giunge al Museo di Aquino, un museo comunale che conserva reperti importanti della storia del territorio, diversi dei quali raccolti nell'area archeologica.
Qui potrete visitare le tre sezioni principali: Preistoria e Protostoria, Epoca Preromana e Romana e Epoca Medievale. Non potete mancare di vedere il sarcofago delle quadrighe (II secolo d.C.)
Si supera il ponticello posto di fronte al Museo e ci si trova di fronte alla Chiesa di Santa Maria della Libera, molto bella e imponente. Ci si accede salendo una scalinata larga. La chiesa è risalente circa al XI Sec ed è in stile romanico. All'interno bellissime arcate antiche.
Sul lato sinistro, guardando la facciata della chiesa, si trova un cancelletto da cui sia accede ad un giardinetto da cui si giunge di fronte all'arco romano di Marcantonio.
La vostra prima tappa è terminata. Avete sentito l'emozione di calpestare i lastroni di pietra che i Romani hanno usato per le loro strade, siete entrati nei luoghi più intimi della loro vita quotidiana, avete ammirato l'imponenza dei luoghi di svago e ora potete riposarvi nella piazza del paese di Aquino, assaggiando i piatti tipi che il ristorante che sta sulla piazza è pronto ad offrirvi.
Preparatevi a fare la seconda tappa. Entrerete nel Medioevo e starete in compagnia di San Tommaso.
Si supera il ponticello posto di fronte al Museo e ci si trova di fronte alla Chiesa di Santa Maria della Libera, molto bella e imponente. Ci si accede salendo una scalinata larga. La chiesa è risalente circa al XI Sec ed è in stile romanico. All'interno bellissime arcate antiche.
Sul lato sinistro, guardando la facciata della chiesa, si trova un cancelletto da cui sia accede ad un giardinetto da cui si giunge di fronte all'arco romano di Marcantonio.
La vostra prima tappa è terminata. Avete sentito l'emozione di calpestare i lastroni di pietra che i Romani hanno usato per le loro strade, siete entrati nei luoghi più intimi della loro vita quotidiana, avete ammirato l'imponenza dei luoghi di svago e ora potete riposarvi nella piazza del paese di Aquino, assaggiando i piatti tipi che il ristorante che sta sulla piazza è pronto ad offrirvi.
Preparatevi a fare la seconda tappa. Entrerete nel Medioevo e starete in compagnia di San Tommaso.
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La Città di Aquino è un patrimonio culturale che comprende tutte le epoche storiche. La dimensione romanica è ampiamente godibile mediante la visita al Museo comunale, alla chiesa e all'arco di Marcantonio che si trova accedendo al giardinetto che sta a fianco alla chiesa. Essa contiene però anche la dimensione medievale e la storia di San Tommaso che qui ha la casa dove ha abitato e che ora funge come museo del Santo. Tra le viuzze del centro storico e nel vallone che si trova ai piedi della città si fa ogni anno una celebrazione del Santo. I cittadini si mettono il costume del periodo medievale e mostrano ai turisti le botteghe, così come potevano essere quelle dell'epoca. Musiche e balli, processioni e picchetti di guardie in costume fanno rivivere quei momenti dell'epoca. La storia di San Tommaso viene recitata in costume da cittadini del luogo.Nella basilica concattedrale dei Santi Costanzo Vescovo e Tommaso d'Aquino si conserva una reliquia di San Tommaso (la costola del cuore). Come sapete le spoglie del Santo sono conservate nella chiesa domenicana detta Les Jacobins a Tolosa, mentre la reliqiua della mano destra si trova a Salerno, nella chiesa di San Domenico e il cranio nella concattedrale di Priverno.
La città di Aquino è pure visitabile per le vicende della seconda Guerra Mondiale che l'ha attraversata. Ricordiamo che essa ha un'area gestita dall'aviazione militare e il piccolo aeroporto è stato profondamente bersagliato durante le battaglie di Montecassino.
La città di Aquino è pure visitabile per le vicende della seconda Guerra Mondiale che l'ha attraversata. Ricordiamo che essa ha un'area gestita dall'aviazione militare e il piccolo aeroporto è stato profondamente bersagliato durante le battaglie di Montecassino.
La Via Francigena attraversa in pieno il centro storico, passa davanti al Cimitero, costeggia l'aeroporto militare e arriva alla stazione ferroviaria. Passando sotto il cavalcavia si spunta nella stazione di Aquino-Piedimonte e da lì si esce nel piazzale antistante, pronti per una nuova tappa.
Seconda Tappa Aquino-Piedimonte San Germano
Questa è una tappa che attraversa tutta la parte bassa del Comune di Piedimonte. Uscendo dalla stazione di Aquino e arrivando sulla Casilina, si percorre un piccolo tratto sul marciapiede che costeggia la Via e poi la si attraversa per entrare nella parte interna del territorio di Piedimonte. Si cammina su strade tranquille guardano a destra la Casilina e sulla sinistra le colline da cui passa la Via di San Benedetto. Giunti al centro della cittadina, si può fare una variazione e salire su per le scale che congiungono la parte bassa della cittadina con il Castello che sta nella parte alta e consente di ammirare tutta la valle del Liri.. E' questa posizione che ha destinato questo luogo a fortezza. L'origine del primo insediamento del Castello può essere datata intorno al IV secolo a.C. ad opera dei Volsci. Dopo i Volsci si susseguirono i Sanniti, i Romani e i Barbari fino a quando la struttura passo sotto il dominio dei Longobardi. Quando questi si convertirono al Cristianesimo il Castello fu donato dal duca Gisulfo a Montecassino. dopo i saccheggi dei Saraceni il luogo fu abbandonato. Il Conte di Aquino Adenolfo lo fece ricostruire nel 1061. Esso divenne così la roccaforte della Terra di San Benedetto
Accanto al Castello vi è una scultura a memoria dei caduti della Seconda Guerra Mondiale e in particolare dei soldati polacchi.
Se volete fermarvi in loco e mangiare qualcosa, ci sono degli ottimi ristoranti, a costi contenuti.
Terza Tappa: Piedimonte San Germano - Cassino
Questa tappa attraversa tre Comuni: Piedimonte, Villa Santa Lucia e Cassino. Da Piedimonte la strada imbocca la Via Scolastica che porta fino alla chiesetta dove si racconta che San Benedetto incontrasse, una volta all'anno, la sorella Scolastica. Il viottolo è stretto e piacevole perché costeggia il monte che si conclude con la collina dove sorge l'Abbazia. Si passa dunque il confine con Cassino e dopo un poco si giunge al Museo Nazionale Gianfilippo Carettoni e si entra nel Parco Archeologico "Casinum" . Il Parco è aperto dal martedi alla domenica dalle 8,30 alle 16,00 (d'inverno) e dalle 8,30 alle 19,00 (nel periodo estivo)
in questo luogo si rientra quindi nuovamente nella storia romana. In questa area si possono ammirare, oltre ai resti delle mura poligonali, il teatro , il mausoleo di Unmidia Quadratilla e l'Anfiteatro.
L'Anfiteatro fu costruito nel I secolo d.C. per volontà di Unmidia Quadratilla come ricorda una lapide rivenuta nel 1757 dalla quale si evince che fu la stessa matrona che lo fece costruire a sue spese.
Il Museo archeologico nazionale intitolato a Gianfilippo Carettoni è stato costruito dal 1966a ridosso delle mura dell'antica Casinum. Il Museo espone importanti reperti che documentano lo sviluppo della città e del territorio dall'epoca preistorica-protostorica fino a quella tardo antica, tra i quali la celebre spada di San Vittore (IV.II sec. a,C.) , l'atleta /eroe di Cassino e il letto funerario di Aquinum.
Per informazioni: tel.: 0776 301168 e-mail: drm-laz.mucassino@cultura.gov.it
Una sosta a Cassino
Questa Tappa è un po' particolare perché trovandosi all'uscita del Museo, non si può prendere la strada per San Vittore senza fermarsi per qualche giorno a Cassino, sia per riposarsi, ma soprattutto per godere del patrimonio storico e culturale che questo luogo consente. Infatti se si gira a sinistra e si sale, si arriva all'Abbazia di Montecassino. Si può proseguire lungo la Francigena nel Sud senza visitarla? Impossibile!. Se si scende a destra, si giunge nel centro di Cassino. Giunti qui, si può rinunciare a visitare l'Historiale e a rendere onore alla statua del generale polacco Andersen nella piazza a lui dedicata? Pensiamo proprio di no!. E i cimiteri militari? quello polacco a piedi dell'Abbazia e quelli del Commonwealth, vicino all'Università (UNICAS) e quello tedesco (a Caira) non meritano una visita? Certamente si!. E il Gran Percorso della Memoria che passa da quei luoghi dove sono state le famose quattro Battaglie di Montecassino durante la seconda Guerra mondiale, non merita di essere seguito, almeno in parte? Vedete che dovete rimanere a Cassino per qualche giorno e visitare tutti questi luoghi. Ripartirete più ricchi e lo potrete raccontare ai vostri amici. Forse potrete pure decidere di ritornarci con ancora maggior tempo a disposizione.
Quarta Tappa: Cassino - Cervaro
Questa Tappa è un po' impegnativa. La Casilina è diritta e pianeggiante e sarebbe ideale percorrerla, anche per vedere i ceppi romani sui lati della strada. Purtroppo è stretta e trafficata perché, oltre all'autostrada, è l'unica strada che congiunge il Molise al Lazio. Pertanto va presa una strada alternativa che sale sulle colline e prosegue ad una certa altezza fino a San Vittore del Lazio. Poi essa prosegue e attraversando il territorio di San Pietro Infine (Campania), raggiunge Venafro (Molise).
Il vantaggio di questa scelta è dato dal fatto che salendo e camminando sulle strade che in collina collegano questi tre Comuni (Cassino, Cervaro e San Vittorio del Lazio) si gode di una visuale bellissima e di una atmosfera rigenerante. Si passa infatti su stradine di campagna o a basso traffico, si costeggiano appezzamenti di terreno coltivati a ulivi, senza alcuna recinzione, e ogni tanto si incontra un cittadino del luogo con il trattore che va a potare le piante. Sul fianco sinistro si hanno i monti, come il monte Aquilone che raggiunge i 1.268 metri, e a destra la visione di tutta la valle e in fondo i Monti Aurunci alle faldi dei quali brillano le cittadine della Valle dei Santi.
Se volete fare un piccolo riposo a Cervaro e mangiare qualcosa, potete approfittare di fermarvi al ristorante "da Rosetta" , una signora anziana che oramai guarda solo che i figli rispettino la tradizione di come si cucinava una volta. Se volete fermarvi ancora un po' potete fare una deviazione e salire al Santuario della Madonna de Piternis. Esso è stato fondato nel 1399 e noto per l'apparizione e miracoli da parte della Santa. celebrata l'8 settembre.
Se siete venuti in bicicletta invece che a piedi, qui troverete un sacco di amici appassionati di cicloturismo. Se cercate i percorsi che questi amici hanno segnato basta andare su https://www.komoot.com/it/highlight/5436342
Il vantaggio di questa scelta è dato dal fatto che salendo e camminando sulle strade che in collina collegano questi tre Comuni (Cassino, Cervaro e San Vittorio del Lazio) si gode di una visuale bellissima e di una atmosfera rigenerante. Si passa infatti su stradine di campagna o a basso traffico, si costeggiano appezzamenti di terreno coltivati a ulivi, senza alcuna recinzione, e ogni tanto si incontra un cittadino del luogo con il trattore che va a potare le piante. Sul fianco sinistro si hanno i monti, come il monte Aquilone che raggiunge i 1.268 metri, e a destra la visione di tutta la valle e in fondo i Monti Aurunci alle faldi dei quali brillano le cittadine della Valle dei Santi.
Se volete fare un piccolo riposo a Cervaro e mangiare qualcosa, potete approfittare di fermarvi al ristorante "da Rosetta" , una signora anziana che oramai guarda solo che i figli rispettino la tradizione di come si cucinava una volta. Se volete fermarvi ancora un po' potete fare una deviazione e salire al Santuario della Madonna de Piternis. Esso è stato fondato nel 1399 e noto per l'apparizione e miracoli da parte della Santa. celebrata l'8 settembre.
Se siete venuti in bicicletta invece che a piedi, qui troverete un sacco di amici appassionati di cicloturismo. Se cercate i percorsi che questi amici hanno segnato basta andare su https://www.komoot.com/it/highlight/5436342
Quinta Tappa: Cervaro - San Vittore del Lazio
Questa Tappa congiunge i due paesi e gode dello stesso panorama. Il percorso passa infatti in mezzo a terreni coltivati a ulivo sia a destra che a sinistra e la valle con i piccoli colli che la stringono in alcuni punti si mostrano in bella vista. Da alcuni di questi varchi sono passati i soldati Alleati per superare la Linea Gustav, durante la seconda guerra mondiale e sul territorio ci sono diversi luoghi che ricordano le battaglie e i Paesi che hanno combattuto. Al fine del percorso pianeggiante seppur collinare, la strada sale su un colle di 220 metri, dove sorge il castello dei San Vittore, una volta veramente imponente. Originariamente avere ben 23 torri, quasi tutte quadrangolari, e mura di un chilometro e mezzo che racchiudevano il borgo medievale. Il castello è stato costruito nella prima meta dell'XI secolo da una comunità benedettina proveniente dall'Abbazia di Montecassino a protezione della chiesa originaria. Con la seconda Guerra Mondiale molte torri e archi sono andati persi, ma camminando per le stradine del borgo si respira ancora un po' dell'atmosfera medievale.
Se fate il Cammino durante i giorni natalizi potrete ammirare il famoso Albero di Natale realizzato sulle pendici della montagna e fatto di tante luci che si accendono di notte e lo rendono visibile anche a tutti gli automobilisti che viaggiano sull'Autostrada del Sole che passa sotto, nella valle.
Se fate il Cammino durante i giorni natalizi potrete ammirare il famoso Albero di Natale realizzato sulle pendici della montagna e fatto di tante luci che si accendono di notte e lo rendono visibile anche a tutti gli automobilisti che viaggiano sull'Autostrada del Sole che passa sotto, nella valle.